Randagismo

Randagismo

Norme per la protezione degli animali e istituzione dell’anagrafe canina.(Estratto Legge Regionale 18 maggio 1994, n. 21)
Art.6
Programma di prevenzione del randagismo
1. In attuazione dell’articolo 2 della legge 14 agosto 1991 n. 281, la Regione predispone un programma annuale di prevenzione del randagismo finalizzato alla costruzione ed alla ristrutturazione dei canili municipali.
2. Il programma contiene:
a) i criteri di riparto dei contributi ai Comuni previsti dagli articoli 3 e 8 della legge 14 agosto 1991, n. 281;
b) l’ammontare del contributo concesso a ciascun Comune;
c) la localizzazione, la tipologia e la ricettività di ciascuna struttura finanziaria.
3. Il programma è approvato con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore dell’igiene, sanità e assistenza sociale, sentita la competente Commissione consiliare entro il 30 maggio di ogni anno, sulla base delle richieste dei Comuni.
4. Entro il 30 marzo di ogni anno i Comuni presentano all’Assessorato dell’igiene, sanità e assistenza sociale la domanda di contributo, corredata da:
a) copia della deliberazione del Consiglio comunale concernente la richiesta di contributi;
b) il progetto di massima della struttura e la sua localizzazione;
c) il piano finanziario con l’indicazione delle diverse fonti di finanziamento.
5. I contributi sono erogati nella misura del 60 per cento all’atto dell’approvazione del programma regionale e per la quota restante al completamento dell’opera.

 

Art.7
Convenzioni per strutture di ricovero
1. Gli enti locali possono concludere con le organizzazioni protezionistiche iscritte nel Registro regionale del volontariato convenzioni aventi ad oggetto:
a) l’erogazione di prestazioni di ricovero, cura e custodia degli animali abbandonati o randagi, in strutture proprie dell’organizzazione protezionistica;
b) la gestione di strutture pubbliche di ricovero da parte dell’organizzazione protezionistica.
2. Le convenzioni sono concluse sulla base di uno schema tipo approvato dall’Assessore dell’igiene, sanità e assistenza sociale entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. La convenzione deve indicare:
a) la tipologia e le modalità di erogazione delle prestazioni;
b) le somme minime e massime entro cui devono contenersi le voci relative alle spese vive sostenute dall’organizzazione per le prestazioni, le modalità di rendicontazione e le modalità di rimborso;
c) l’indicazione dei beni immobili e delle attrezzature di proprietà pubblica eventualmente messi a disposizione dell’organizzazione;
d) la durata della convenzione.
4. La Regione e gli enti locali possono concedere in uso alle organizzazioni protezionistiche iscritte nel Registro regionale del volontariato terreni pubblici per la realizzazione di strutture di ricovero.
Art.8
Requisiti delle strutture di ricovero
1. Tutte le strutture destinate alla custodia permanente o temporanea di animali a scopo di commercio, addestramento o ricovero devono essere dotate di requisiti strutturali, funzionali ed igienico sanitari stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
2. L’inosservanza degli standard di cui al comma precedente è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 300.000 a lire 1.000.000, per le strutture di custodia a scopo di ricovero, e da lire 1.000.000 a lire 5.000.000, per le strutture di custodia a scopo di addestramento o commercio.
Art.9
Controllo del randagismo
1. I cani vaganti catturati, regolarmente identificati, devono essere restituiti al proprietario o detentore.
2. I cani vaganti non identificati devono essere catturati, a cura del servizio veterinario dell’UNità sanitaria locale competente per territorio che provvede agli adempimenti di cui agli articoli 4 e 5 della presente legge; nessuno al di fuori degli addetti ai suddetti servizi, può procedere alla cattura di cani randagi.
3. La cattura deve essere effettuata con sistemi indolori. E’ vietato l’uso di tagliole e di bocconi avvelenati, nonchè l’uso di trappole che non consentono una rapida segnalazione della presenza dell’animale catturato.
4. La decorrenza del periodo di sequestro ha inizio dal momento dell’avviso al proprietario del ritrovamento dell’animale iscritto all’anagrafe.
5. Le spese di cattura, custodia ed eventuali cure dell’animale sono, in ogni caso, a carico del proprietario o detentore.
6. Gli animali non reclamati entro 60 giorni, (dopo l’osservazione sanitaria) possono essere ceduti gratuitamente a privati che diano idonee garanzie di buon trattamento, ad enti o associazioni protezionistiche; è fatto divieto a chiunque di cedere gli animali ad istituti o privati che effettuino esperimenti di vivisezione.
7. I cani ritrovati o accalappiati possono essere soppressi, in modo eutanasico, solo se gravemente malati o affetti da patologie progressivamente debilitanti o incurabili, o se di comprovata pericolosità. Alla soppressione provvedono esclusivamente i medici veterinari.
8. E’ comunque vietata la soppressione dei cani al di fuori dei casi previsti dal comma precedente.
9. Chi per errore o involontariamente uccida un cane identificato deve darne segnalazione entro cinque giorni al Sindaco del Comune del territorio in cui è avvenuto il fatto.
10. I veterinari liberi professionisti che nell’esercizio della loro attività vengano a conoscenza dell’esistenza di cani non iscritti all’anagrafe, hanno l’obbligo di segnalare la circostanza all’Unità sanitaria locale competente

Anagrafe Canina

L’anagrafe canina

 

L’anagrafe canina nazionale è il registro dei cani identificati con microchip o tatuaggio in Italia.
Si tratta di una banca dati, alimentata dalle singole anagrafi territoriali, che intende fornire online i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione di un cane smarrito e il suo legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino.
L’anagrafe nazionale è realizzata dal Ministero della Salute in stretta collaborazione con le amministrazioni regionali, che vi riversano i dati locali. L’iscrizione è dunque automatica e a cura dell’amministrazione competente.
Oltre a rendere più facile la restituzione al proprietario, il sistema delle anagrafi, nazionale e territoriali, istituito con l’accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003, garantisce la certezza dell’identificazione del cane, rappresenta un efficace strumento di dissuasione degli abbandoni, favorisce studi e interventi per la prevenzione e cura delle malattie degli animali.
La consultazione della banca dati è libera. Chi trova un cane smarrito, digitando il codice a 15 cifre del microchip o quello tatuato, può risalire all’anagrafe di provenienza del cane e trovare numeri utili e sportelli a cui rivolgersi per rintracciare il proprietario. E’ possibile effettuare la lettura del microchip, per ottenere il codice, presso i servizi veterinari delle Asl e gli ambulatori veterinari privati muniti dell’apposito lettore.
Si ricordano alcuni obblighi previsti dalle normative vigenti:
1.E’ ogbbligatorio provvedere all’identificazione e alla registrazione dei cani
2.Il proprietario o detentore di un cane deve provvedere a far identificare e registrare l’animale nei primi 10 gironi di vita mediante apposizione del microchip
3.I proprietari dei cani di età supeiroer sono tenuti a registrarli e identificarli immediatamente
4.Il certificato di iscrizione in anagrafe canina deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà
5.E’ vietata la vendita (o la donazione gratuita) di cani di età inferiore ai due mesi, nonchè di cani non identificati e registrati in anagrafe.

 

Spese veterinarie detraibili

Spese Veterinarie Detraibili 2017: 730 e Redditi franchigia e importi.

Spese veterinarie detraibili 2017: Le spese veterinarie sostenute dal contribuente per animali domestici, di affezione o per la pratica sportiva, sono tra gli oneri detraibili dalla dichiarazione dei redditi con modello 730 e Unico.
Per fruire della detrazione pari al 19%, il contribuente, deve innanzitutto considerare la franchigia pari a 129,11 euro ed il tetto massimo di spesa detraibile che per questa tipologia di oneri è pari a 387,34 euro.
Vediamo quindi nel dettaglio cosa sono e come funzionano le spese veterinarie 2017, i requisiti e le condizioni per fruire della detrazione, il calcolo e i documenti che servono per attestare la spesa medica dei nostri amici a 4 zampe e non, e infine, come indicare le suddette spese nella dichiarazione dei redditi tramite 730 ordinario e modello Unico, tenendo conto della novità introdotta a partire dalla prossima dichiarazione, spese veterinarie inserite nel nuovo modello 730 precompilato 2017.

Spese veterinarie detraibili: cosa sono?
Le spese veterinarie detraibili, come le spese mediche e sanitarie, sono oneri detraibili dalla dichiarazione dei redditi spese veterinarie, attraverso la presentazione del modello 730 precompilato, 730 ordinario o modello Redditi ex Unico.
Spese veterinarie detraibili: cosa sono? Sono oneri detraibili scaricabili dalla dichiarazione dei redditi e che consentono pertanto, di ottenere uno sconto IRPEF, ovvero, una riduzione dell’importo delle tasse da pagare. In particolare, sono spese veterinarie tutte quelle spese mediche sostenute dal contribuente per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o di pratica sportiva.
Inoltre a partire dal 2016, nel 730 precompilato, sono state inserite per la prima volta dall’Agenzia delle Entrate, le spese mediche inviate dagli operatori sanitari, mediante il Sistema Tessera Sanitaria.
Le spese veterinarie detraibili 2017, invece, compariranno per la prima volta nel 730 precompilato 2017.

Spese veterinarie detraibili 2017: quali sono e requisiti.

Spese veterinarie detraibili 2017 quali sono? Nello specifico rientrano in questa accezione, i costi sostenuti per far effettuare prestazioni professionali dal medico veterinario e per l’acquisto dei farmaci prescritti.
Ai fini di detrazione delle spese veterinarie, però c’è un requisito molto importante e spesso sottovalutato, quello che prevede la fattibilità e l’ammissibilità della detrazione della spesa veterinaria solo se l’animale è legalmente posseduto.
Cosa significa?
Che va dimostrato al Fisco, di essere i veri proprietari del cane, del gatto, dei canarini, del furetto o del cavallo; e come si può dimostrare che Fido e Felix sono di nostra proprietà?
E’ sufficiente dimostrare il legale possesso, mediante la documentazione rilasciata dalla ASL o dal medico veterinario al momento dell’iscrizione dell’animale all’apposita anagrafe, pensiamo per esempio al cane per il quale vige l’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina e di microchip.
Come dimostrare il legale possesso per gli animali domestici non obbligati all’iscrizione? La prova del possesso, può essere risolta richiedendo ad esempio il rilascio del cd. pet passport per gatti e furetti, con il certificato di adozione, o ancora da fatture di acquisto dell’animale o anche da un’apposita identificazione/registrazione volontaria da parte del contribuente che s’impegna nella detenzione giuridica dell’animale da compagnia, mediante la sottoscrizione di una apposita dichiarazione del proprietario.
Nel caso in cui, la detenzione legale dell’animale venisse meno, perché non ci sono prove documentali specifiche, il contribuente che dichiara la spesa veterinaria senza averne titolo può rischiare due tipi di sanzioni:
1) sanzione per indebita detrazione e
2) sanzione per mancata regolarizzazione del possesso dell’animale, per i casi obbligatori per legge.

Spese veterinarie nel 730 precompilato 2017: novità
A parire dalla dichiarazione dei redditi 2017, le spese veterinarie entrano nel nuovo modello 730 precompilato, in quanto rinetrano nelle nuove spese mediche inserite nella precompilata 2017, insieme, alle altre spese, quali:
Spese per farmaci da banco;
Spese per lo psicologo;
Spese infermieristiche;
Spese sostenute per l’ostetrica/o;
Spese per occhiali, lenti a contatto, etc effettuate nei negozi di ottica;
Si ricorda che la detraibilità delle spese veterinarie 2017, è solo le spese sostentute dal contribuente, per la cura e la prevenzione medica dell’animale da compagnia.
Per tali spese, occorre sempre lo scontrino parlante, che va conservato per 5 anni o la fattura o ricevuta fiscale, rilasciata dal veterinario.

Spese veterinarie franchigia e calcolo detrazione 19%
Spese animali franchigia: le spese che il contribuente sostiene nel corso del 2016 per la cura medica e farmacologica dell’animale domestico legalmente posseduto, possono essere portate in detrazione con la dichiarazione dei redditi utilizzando a seconda dei casi, il 730 precompilato, il 730 ordinario o il modello Unico.
Come per le spese mediche, anche le spese veterinarie sono soggette alla franchigia di 129,11 euro, ciò significa che la detrazione al 19% va calcolata sulla spesa solo sulla parte eccedente la franchigia.
Calcolo detrazione spese veterinarie: Per calcolare la quota di detrazione che spetta sulle spese veterinarie, occorre tenere conto della franchigia, della percentuale di detrazione che spetta per questa tipologia di spesa, ossia, il 19% e del tetto massimo di spesa consentita che è pari a 387,34 euro.
Per cui, se il nostro totale di spesa è stata di 400 euro, la detrazione 19% si calcola sull’importo di 258 euro, cioè il 19% di 387 – 129,11.

Spese veterinarie detraibili nel 730 e Redditi 2017: compilazione modello e documenti da conservare
Come abbiamo detto, affinché le spese veterinarie possano essere detratte dalla dichiarazione dei redditi, occorre che il contribuente compili in modo appropriato il modello 730 o il modello Unico:
Spese veterinarie 730 2017: il contribuente per detrarre le fatture mediche ed i farmaci relative alle cure veterinarie, deve compilare il 730, al momento sono presenti solo le istruzioni 2016, istruzioni modello 730 spese veterinarie, pagine 39 e 47 e istruzioni 730 precompilato.
Nello specifico, le suddette spese vanno inserite nel modello, nei righi da E8 a E12 ed utilizzando il codice 29.
Spese veterinarie Redditi 2017 ex Unico: per fruire della detrazione al 19% deve seguire le istruzioni compilazione Unico spese veterinarie, pagine 45, 50, 53, e compilando i righi da RP8 a RP14, specificando, il 29 come codice relativo alle spese veterinarie.
Spese veterinarie documenti da conservare: per essere considerate spese ammissibili, le spese veterinarie devono essere sostenute da un’apposita documentazione fiscale:
fatture del medico veterinario;
scontrini parlante della farmacia.
Nelle suddette spese, rientrano anche gli esami di laboratorio eseguito presso strutture veterinarie mentre sono esclusi i farmaci senza prescrizione medica veterinaria, mangimi ed antiparassitari.